Climb Aconcagua. Questa era la mia volontà quando avevo visto per la prima volta il Colosso d’America, nel 2023. Durante quel viaggio avevo preso l’autobus da Santiago a Mendoza: appena passato il confine cileno-argentino ho potuto ammirare questa splendida montagna alta 6960 metri. Nel 2023 ho passato cinque giorni a Mendoza (qui puoi trovare il post dedicato a questa splendida provincia argentina): ho potuto apprezzare più volte la bellezza dell’Aconcagua e mi ero promesso di provare a raggiungere la vetta della montagna più alta del Sudamerica.
Ci ho pensato un po’ di tempo e alla fine l’idea Climb Aconcagua ha preso piede: ci volevo provare! In questo post, dunque, scrivo tutte le informazioni utili che servono per scalare l’Aconcagua, o almeno provarci! Infatti, ti preannuncio che questo post descrive una sconfitta: non sono riuscito a raggiungere la vetta dall’Aconcagua.
Ti dico già che la scalata all’Aconcagua non è banale. L’altitudine può giocare brutti scherzi. Il Parco Aconcagua richiede un’assicurazione per l’alta quota: io mi sono appoggiato a Global Rescue, che è la più conosciuta. Ti lascio un VIDEO di 20 minuti sulla spedizione!
Contents
- 0.1. Climb Aconcagua: Puente del Inca
- 0.2. Climb Aconcagua: da Horcones a Confluencia
- 0.3. Climb Aconcagua: da Confluencia a Plaza de Mulas
- 0.4. Climb Aconcagua: Plaza de Mulas
- 0.5. Climb Aconcagua: escursioni da Plaza de Mulas
- 0.6. Climb Aconcagua: porteo a Nido de Condores
- 0.7. Climb Aconcagua: Cerro Bonete
- 0.8. Climb Aconcagua: la sconfitta
- 0.9. Climb Aconcagua: da Plaza de Mulas a Horcones
- 0.10. PRIMA DELLE VARIE INFORMAZIONI. OLTRE ALL’ACONCAGUA, POTREBBERO INTERESSARTI …
- 1. INFORMAZIONI SU ACONCAGUA
Climb Aconcagua: Puente del Inca
Il primo passo da fare è raggiungere l’entrata Horcones del Parco Aconcagua. L’entrata prende il nome dal fiume, protagonista della prima giornata del trekking. L’entrata del Parco dista circa tre ore da Mendoza (190 chilometri). Il confine argentino-cileno si trova a soli cinque minuti di distanza. Alla stessa distanza vi è la località Puente del Inca: qui è possibile ammirare uno splendido ponte naturale, di grande importanza storica in quanto in questa zona arrivarono gli Inca e accolse le armate americane nel 1821, durante le guerre di indipendenza contro i realisti spagnoli.
Ho passato due notti a Puente del Inca. Questo è, infatti, un ottimo luogo per iniziare ad acclimatarsi. L’altitudine supera i 2700 metri e vi sono vari trekking nella zona, che offrono viste superlative sulla valle (e sulla strada) che collega l’Argentina al Cile. Qui è possibile vedere il trekking che ho fatto. Ho dormito a Puente del Inca presso il Rifugio Nico.
Climb Aconcagua: da Horcones a Confluencia
E’ dunque giunto il momento di entrare nel Parco! Ho fatto il mio ingresso al Parco provinciale Aconcagua alle 10 del mattino. La giornata, infatti, era abbastanza corta. Dall’entrata Horcones al Camp Confluencia vi sono 7 chilometri, con un dislivello di circa 600 metri (TRACCIA).
Durante la camminata ho incontrato, totalmente casualmente, Luis Soriano, guida spagnola che avevo conosciuto durante la spedizione al campo base K2 (qui puoi trovare tutte le informazioni). Il grande Luis stava accompagnando una delle icone spagnole, Carlos Soria. A 86 anni, Carlos si stava acclimatando per preparare la scalata al Manaslu, vetta nepalese che vorrebbe raggiungere per celebrare i 50 anni della prima spedizione spagnola.
La camminata da Horcones a Confluencia è semplice e dura circa tre ore. A Confluencia, ad una quota di 3400 metri, vi è l’obbligo di effettuare prove mediche. La mia saturazione, i miei battiti e la pressione erano eccellenti.
Climb Aconcagua: da Confluencia a Plaza de Mulas
Il secondo giorno di cammino verso la vetta Aconcagua è decisamente più complicato. Infatti, dai 3400 metri di Confluencia si passa ai 4.400 metri di Plaza de Mulas. Il dislivello positivo supera i 1000 metri, e la distanza tocca i 19 chilometri. In questa giornata bisogna partire presto (io sono partito alle 6.45): in questo modo è possibile evitare il più possibile il caldo di Playa Ancha, la grande protagonista di questa giornata. Infatti, Playa Ancha, una vallata di origine glaciale, non offre la minima ombra: nelle giornate senza vento è faticoso attraversare questo tratto.
La vallata di Playa Ancha è, però, molto bella, soprattutto quando la si osserva dall’alto. Il trekking non è mai complicato, anche se la parte più ripida arriva alla fine, quando si sale la cosiddetta Cuesta Brava. Questi 200 metri di dislivello che portano a Plaza de Mulas, infatti, sono molto faticosi, soprattutto dopo aver già affrontato una lunga distanza. Qui è possibile trovare la traccia: io col mio gruppo ho impiegato circa dieci ore, arrivando a Plaza de Mulas verso le 16.30.
Climb Aconcagua: Plaza de Mulas
Plaza de Mulas è il campo base dell’Aconcagua. Situato ad un’altitudine di 4.400 metri, Plaza de Mulas è una vera e propria città di tende, domos e glamping. Si può trovare veramente di tutto a Plaza de Mulas: un caffè (con prezzi decisamente alti: un caffè 5 dollari, una pizza 35, una birra 10), calcetto balilla, cuochi che preparano una parrilla di carne, e la galleria d’arte più alta al mondo, gestita dall’artista Miguel Doura.
Io ho passato ben otto notti a Plaza de Mulas. Qualsiasi spedizione passa almeno quattro notti a Plaza de Mulas. Infatti, questo è il luogo per rilassarsi, per acclimatarsi, per aspettare la finestra di bel tempo. Inoltre, anche a Plaza de Mulas vi sono dei controlli medici obbligatori. Uno del mio gruppo, purtroppo, non ha passato le prove mediche (aveva la saturazione a 45) ed è stato evacuato in elicottero.
Climb Aconcagua: escursioni da Plaza de Mulas
Nei dintorni di Plaza de Mulas vi sono anche alcune escursioni di breve durata da fare. La prima, cortissima (20 minuti andata e ritorno) porta al vecchio camp di Plaza de Mulas. Qui è possibile apprezzare una stele dedicata allo svizzero Zurbriggen, il primo ad aver scalato l’Aconcagua nel 1897. Il camp è stato spostato in quanto era piccolo e pericoloso a causa delle slavine.
Una seconda escursione porta al lago ghiacciato: la camminata dura circa un’ora tra andata e ritorno e permette di ammirare uno splendido lago cristallino e ghiacciato. Questo lago ha un’importanza fondamentale: infatti, da qui viene recuperata l’acqua usata a Plaza de Mulas.
L’ultima escursione, sempre della durata di un’ora tra andata e ritorno, porta all’Albergo Plaza de Mulas, ormai in disuso: ci furono vari errori nella costruzione dell’Albergo, che adesso è in stato di abbandono. Questo albergo si trova nell’itinerario che porta a Cerro Bonete, che descriverò tra poco.
Climb Aconcagua: porteo a Nido de Condores
Dopo la prima giornata di riposo a Plaza de Mulas siamo passati alla seconda parte del progetto Climb Aconcagua. Infatti, abbiamo fatto ‘porteo’ fino a Nido de Condores. Dai 4400 metri di Plaza de Mulas abbiamo portato tende, viveri e gas fino ai 5560 metri di Nido de Condores, per poi tornare a Plaza de Mulas (9 chilometri, 1200+, TRACCIA).
Durante la salita da Plaza de Mulas a Plaza Canada (5070 metri) e Nido de Condores mi sono sentito molto bene. Dei quattro partecipanti del gruppo, ero ampiamente quello in condizioni migliori: gli altri tre partecipanti, infatti, non sono saliti fino a Nido. Le viste lungo questo sentiero sono magnifiche: è possibile apprezzare l’immensa Plaza de Mulas diventare sempre più piccola. Inoltre, avvicinandosi a Nido de Condores, è possibile apprezzare l’ultima parte della scalata all’Aconcagua: si distingue chiaramente il traverso che porta da 6300 a 6700 metri e la canaleta che porta in vetta.
Nido de Condores ha una superba posizione appena sotto la vetta dell’Aconcagua. La discesa che porta a Plaza de Mulas passa per un acarreo (canalone): la parte finale della discesa è decisamente faticosa, sia per il fatto di essere ripida sia per la stanchezza accumulata.
Climb Aconcagua: Cerro Bonete
Il giorno di porteo a Nido de Condores è stato eccellente anche per l’acclimatamento. Questo processo di abituarsi alle quote alte è stato completato con la scalata al Cerro Bonete, 5050 metri. Da questa splendida vetta è possibile ammirare perfettamente la cima dell’Aconcagua, Plaza de Mulas e Playa Ancha. Si ha, dunque, una vista di 360 gradi su tutta la spedizione dell’Aconcagua.
Per raggiungere la vetta del Cerro Bonete ho camminato 9 chilometri, con un dislivello di 800 metri, tornando a dormire a Plaza de Mulas (TRACCIA). Ho fatto fatica in alcuni tratti: infatti, ho trovato alcune parti vertiginose, sia in salita sia in discesa. Forse il ricordo della discesa del Paso Virginia di Dientes del Navarino si è fatto troppo vivo nella mia testa (qui il racconto).
Climb Aconcagua: la sconfitta
Dopo aver terminato le operazioni di porteo stavamo aspettando la prima finestra di bel tempo. Siamo entrati nel parco il 6 febbraio, e speravo di tentare di raggiungere la vetta dell’Aconcagua il 14 febbraio. Le previsioni meteo, però, sono cambiate repentinamente e il 14 divenne una data non più buona. Qui mi sono giocato le mie carte di scalare l’Aconcagua. La mia testa, pronta per il 14, non si è riaccesa: il 18, la data buona per la scalata, sembrava troppo lontana. Il vento, il freddo, le nottate faticose non hanno aiutato a raggiungere la pace mentale necessaria per tentare la scalata. I giorni a Plaza de Mulas sono saliti a otto e la fatica mentale è diventata sempre più dura da gestire.
Una nottata di vento ha definitivamente tolto le speranze di vetta: qualche incubo non mi ha fatto dormire bene e mi sono reso conto che l’unica opzione valida era quella di tornare a valle.
Climb Aconcagua: da Plaza de Mulas a Horcones
Da Plaza de Mulas all’entrata del Parco di Horcones ho percorso esattamente lo stesso itinerario delle prime due tappe. Ho dunque percorso di nuovo la Cuesta Brava (stavolta in discesa), Playa Ancha, raggiunto il Camp Confluencia, attraversato il ponte costruito apposta per Sette Anni in Tibet (nel film vi è, tra l’altro, un grosso errore, in quanto si vede la vetta dell’Aconcagua) e, finalmente, dopo 25 chilometri (TRACCIA) raggiungere l’entrata (in questo caso uscita) del parco.
Prima di passare alle informazioni utili, ti lascio le informazioni che ho preso e non ho utilizzato sulla parte finale della salita. Da Nido de Condores è possibile raggiungere il Camp Berlin (5900 metri). Dopo ulteriori 400 metri si raggiunge il rifugio Independencia: qui inizia il duro traverso (è la zona più ventosa dell’Aconcagua) che porta a La Cueva, a quota 6700 metri. Da La Cueva inizia il tratto più ripido, la Canaleta: qui vi sono rocce e il sentiero è molto ripido, fino ai 6960 metri. Il tratto della Canaleta è pericoloso sia in salita sia in discesa, ed il casco è obbligatorio.
PRIMA DELLE VARIE INFORMAZIONI. OLTRE ALL’ACONCAGUA, POTREBBERO INTERESSARTI …
Everest Base Camp e tre passi!
Lo splendido Huayhuash in Perù!
Il trekking O Torres del Paine!
INFORMAZIONI SU ACONCAGUA
- Ho tentato di scalare l’Aconcagua con la compagnia Argentina Extrema. Mi sono trovato molto bene con le guide Roger, Fe e con il cuoco Gustavo. Le guide sono bravissime nel seguire un passo costante e non veloce: ho calcolato che non abbiamo mai superato i 250 metri di dislivello all’ora. Questo ritmo è utile per non affaticare e per non sentire troppo l’altitudine. Qui puoi trovare la pagina di Argentina Extrema su Explore – Share, sito di riferimento per trovare le guide in montagna.
- E’ possibile scalare l’Aconcagua senza agenzie? Sì. Vi è anche la possibilità di contattare i servizi (tende, cibo) con alcune agenzie, come Inka e Grajales.
- Puente del Inca è collegato con Mendoza grazie al servizio bus di Andesmar. La durata del viaggio è di circa tre ore e mezza.
- Quanto è difficile il trekking sull’Aconcagua? Di base lo definierei un trekking, anche se alcune parti sono vertiginose. Qualche passaggio al Cerro Bonete, un tratto prima della Cuesta Brava, la discesa da Nido de Condores a Plaza de Mulas potrebbero essere fastidiosi per chi, come me, soffre un po’ di vertigini. Sicuramente i tratti più duri, che non ho conosciuto, sono la travesia da 6300 a 6700 metri (soprattutto per il vento) e la canaleta che porta alla vetta (è molto ripida).
- Bisogna pagare l’ingresso al Parco. Ho pagato 850 dollari. Il costo sale a 1400 se si scala in solitaria. Qui è possibile trovare il prezzo aggiornato. Questo prezzo copre, tra l’altro, i controlli medici necessari per tentare la vetta: battiti, respirazione, saturometro e pressione. Questi controlli sono obbligatori e sono svolti sia a Confluencia sia a Plaza de Mulas.
- Oltre all’ingresso al parco è necessario contrattare un’assicurazione per le alte quote. Questa deve comprendere l’elicottero. Consiglio altamente Global Rescue, il top per l’assicurazione ad alta quota.
- La spedizione dell’Aconcagua dura generalmente tra i 14 e i 18 giorni. Serve un livello psicofisico elevato. Ad esempio, il mio livello fisico era ottimo, ma la mia testa all’ottavo giorno a Plaza de Mulas ha detto stop, non ne avevo più.
- Le temperature sull’Aconcagua possono essere freddissime. Vado con ordine. A Plaza de Mulas il termometro si aggira attorno ai 5 gradi (con una percepita di -2), a Nido de Condores tra i -5 e i -10 (percepita tra i -10 e i -25) e in vetta tra i -15 e i -30 (la percepita tra i -30 e i -50). Il vento è un fattore fondamentale. A Nido de Condores il vento può fare danni alle tende se soffia sopra i 40km/h. Inoltre, è sconsigliato camminare verso la vetta se il vento soffia oltre i 60 km/h.
- Le previsioni meteo più affidabili sono quelle di Mountain Forecast. Cambiano, comunque, repentinamente.
- Cosa portare sull’Aconcagua? 3 o 4 maglie termiche a manica lunga, 1 o 2 magliette a manica corta tecniche (da corsa), uno scarponcino che copra la caviglia (potrebbe andare bene anche quelle da trail running), uno scarpone da alta montagna (doble botas), 4 o 5 calze lunghe (meglio merinos), 2 calze corte, due puff da utilizzare come scaldacollo e come bandana, guanti invernali e guanti più leggeri, pile, giacca vento per temperature estreme,, un pantalone lungo da montagna e uno, sempre lungo, per i camp.
- Servono anche casco (per la canaleta e per il Cerro Bonete), ramponi e un sacco a pelo almeno da 15 gradi temperatura comfort.
- E’ fondamentale portare tante medicine: tra queste spiccano imodium, diamox (mai utilizzato da me), antibiotici, tachipirina, pastiglie per la gola. Non ho mai sofferto per l’altitudine: prima di arrivare in zona Aconcagua, però, ho passato due settimane in Bolivia, restando sempre in altitudine, ben oltre i 3.000 metri.
- Uno zaino da 70 litri viene portato sulle spalle. Inoltre, è possibile lasciare circa 20 chili ai muli. Vi è anche un servizio di porter ‘umano’ da Plaza de Mulas a Berlin: il costo per venti chili si aggira attorno ai 300 dollari.
- Vi è la possibilità di farsi una doccia sia a Confluencia sia a Plaza de Mulas. Il costo è di circa 10 dollari.
- Vi è anche la possibilità di usare internet. Io mi sono appoggiato a Inka, pagando circa 100 dollari per avere il WiFi, che raggiunge anche Nido de Condores.
- Consiglio la scalata all’Aconcagua? Sostanzialmente, sì. E’ stata un’esperienza dura, ma i paesaggi sono spettacolari ed è stata una cosa unica. Dove ho sbagliato? Ho fatto un errore mentale. Pensavo di scalare il 14, e la mia mente ormai si era focalizzata per quella data. Non sono riuscito a riaccendere la luce. Ci riproverei? No, al momento no. Però, se nasce una opportunità, mai direi mai. Vorrei, però, provare una spedizione express: troppe notti a Plaza de Mulas sono state nocive nel mio caso.
Pietro
Bel racconto Andrea! ❤️
travelsbeer_admin
Grazie mille, Pietro! Apprezzo sempre queste belle parole 🙂
Simone
Esperienza raccontata molto bene e con autoconsapevolezza .
Mi hai fatto ricordare il mio viaggio di 20 anni fa . Grazie .
Vedo che ci sono stati tanti cambiamenti , molti per il bene (controlli medici) , altri meno .
Di seguito la mia esperienza (per quel che vale) , magari puoi trovare qualche idea da prendere , e qualcuna da evitare .
Magari dovessi decidere di tornare .
Gruppo di Avventure nel mondo conosciuto in aeroporto
Evitato la salita al Cerro Bonete , avendo paura di perdere tempo prezioso .
La mia tabella :
Giorno 1 Confluencia
Giorno 2 Plaza Francia e ritorno a Confluencia
Giorno 3 Proseguito per Plaza de Mulas
Giorno 4 Riposo a Plaza de Mulas , festeggiato il Natale
Giorno 5 Trasporto di metà del peso a Nido de Condores e ritorno a Plaza de Mulas
Giorno 6 Riposo a Plaza de Mulas
Giorno 7 Salita a Nido de Condores
Giorno 8 Riposo a Nido de Condores
Giorno 9 , 30 Dicembre 2006 , Salita in Vetta e rientro a Nido de Condores (per me è stata fisicamente davvero dura)
Giorno 10 Discesa a Plaza de Mulas e festeggiato il capodanno
Giorno 11 Los Penitentes
Siamo stati molto fortunati con il tempo atmosferico .
Michele Capogruppo molto bravo , accompagnato dai suoi simpatici amici Domenico e Vito .
In gruppo con noi anche Giampaolo al suo secondo tentativo , coronato da successo .
E con Marco e Sabrina (tutti elencati in ordine sparso , non di importanza) .
E’ stato importante essere con loro .
Ci eravamo appoggiati a Grajales per i pasti a Confluencia e Plaza de Mulas .
Utilizzati i muli per il trasporto del materiale più pesante da Los Penitentes a Plaza de Mulas e ritorno .
In giro con Zaino da 35 L cercando di farci stare tutto e sacrificando molto . A volte agghindato ad albero di natale quando non si poteva fare diversamente .
travelsbeer_admin
Grazie mille Simone per le belle parole. Ho letto con molto interesse il tuo programma. Undici giorni, al netto dei problemi del maltempo, mi sembrano un’ottima durata. Io, personalmente, ero al limite delle forze ormai, soprattutto mentali. Sette giorni a Plaza Mulas sono stati veramente tanti! Complimenti per l’impresa: è una bella soddisfazione, lo so 😉