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Trekking Dientes de Navarino, una guida completa

Trekking Dientes de Navarino, una guida completa

 

Il trekking Dientes de Navarino viene considerato il trekking più australe del mondo. Effettivamente, l’isola di Navarino si trova tra i 54 e i 55 gradi sud di latitudine: il punto di partenza è Puerto Williams, un paese di tremila abitanti considerato il centro abitato più a sud del mondo. Ora ti scrivo una piccola guida sul trekking Dientes de Navarino, il cui nome deriva dalla forma di questi monti: il punto più alto è 1.118 metri, ma durante il trekking la quota massima è 850 metri, ossia l’altitudine del Paso Virginia.

Il trekking Dientes de Navarino viene completato generalmente in quattro o cinque giorni: personalmente l’ho completato in quattro, ma l’ultimo giorno l’ho trovato particolarmente completato. Qui, dunque, descrivo il trekking Dientes de Navarino in cinque tappe.

La base di questo trekking, Puerto Williams (VIDEO della piazza), merita una visita, come merita una gita Puerto Toro, il centro abitato (solo 40 persone vivono qui) visitabile solo l’ultima domenica del mese.

 

 Trekking Dientes de Navarino: giorno 1

La prima tappa del trekking (qui la traccia) inizia dal rifugio CONAF, facente parte della Reserva Mundial de la Biosfera Cabo de Hornos. Il rifugio dista circa tre chilometri dal centro della città: è possibile camminare oppure organizzare un transfer, il cui costo è di circa cinque dollari. Una facile salita, che attraversa una zona boschiva e un primo punto panoramico, permette di raggiungere in circa un’ora e mezza (400 metri di dislivello) il Cerro Bandera. Da questo luogo, contraddistinto da una grande bandiera cilena, è possibile ammirare una splendida vista sul Canale di Beagle e su Puerto Williams (VIDEO). Qui il sentiero si fa più complicato: è difficile, infatti, trovare il percorso da seguire in quanto non è facile trovare i pochi segnali.

Completata la salita vi è un piccolo fiumiciattolo dove è possibile riempire le borracce. In seguito, ho camminato lungo una piccola cresta, a cui ha fatto seguito una discesa molto ripida e caratterizzata da rocce instabili: questo tratto, che mi ha portato alla laguna El Salto, è stato il primo pezzo complicato del circuito Dientes de Navarino.

La prima tappa, lunga circa nove chilometri, era così conclusa: la laguna El Salto è il posto perfetto per mettere la tenda.

 

 Trekking Dientes de Navarino: giorno 2

Dalla laguna El Salto inizia immediatamente la salita che porta al Paso Australia. La prima parte è ripida e caratterizzata da rocce che rendono un po’ complicata la progressione in salita. Ho trovato più difficile il tratto successivo, che unisce il Paso Australia con il Paso de los Dientes. Innanzitutto, ho dovuto attraversare un piccolo tratto nevoso, fattibile anche senza ramponcini; in seguito, il sentiero è caratterizzato da pietre, dove camminare è faticoso. In compenso, le viste sulla laguna del Paso sono impressionanti!

Dal Paso de los Dientes è possibile ammirare lo splendido Capo Horn: la sensazione di trovarsi alla fine del mondo è netta! Una bella discesa porta alla laguna del Picacho e, in seguito, alla biforcazione che divide i sentieri de los Dientes de Navarino con quello che porta al lago Windhond. Ho dunque continuato a camminare, in un tratto relativamente facile, ammirando la laguna de los Dientes e arrivando in seguito alla laguna Escondida, luogo perfetto per terminare il secondo giorno di cammino (circa nove chilometri, ecco la traccia).

 

 Trekking Dientes de Navarino: giorno 3

Salutata la meravigliosa laguna Escondida, ho seguito un bellissimo fiumiciattolo per un tratto del sentiero. Spesso mi giravo per ammirare le spettacolari vette dei Dientes de Navarino. Il primo obiettivo della giornata è il paso Ventarron: non ho trovato difficile la salita al passo. Dalla vetta è possibile ammirare da un lato la laguna Windhond e Capo Horn, dall’altra parte tantissime lagune: uno spettacolo meraviglioso!

La discesa del paso Ventarron è stata difficoltosa: si cammina su alcune rocce che rendono complicato il cammino. E’ possibile osservare varie castoreras, ossia piccoli bacini risultato dalle dighe create dai castori: è fondamentale non bere l’acqua stantia! In questa giornata vi è un secondo passo, corto ma ripido: il paso de Guerrico. Dalla vetta è possibile apprezzare la laguna Hermosa. Dopo aver camminato al lato di questa laguna ho iniziato ad ammirare la laguna Martillo, presso le cui sponde ho accampato.

Ho posizionato la mia tenda alla fine della baia: il sentiero, ogni tanto, si allontana dalla laguna, ma è facile trovare le indicazioni. La laguna Martillo è un posto spettacolare per accamparsi: il tramonto (VIDEO), con le vette della catena Lindennmayer e, in particolare, del Cerro Clem, è stato indimenticabile!

La traccia degli otto chilometri del giorno è disponibile qui.

 

 Trekking Dientes de Navarino: giorno 4

Il quarto giorno è stato sicuramente il più difficile del circuito Dientes De Navarino. I primi quattro chilometri sono caratterizzati da un sentiero difficile da incontrare, dalle castoreras e dalle roccette della laguna Rocallosa. Una volta superata questa laguna, ho attraversato un bosco: le pendenze qui sono impegnative! Le viste, però, sono ancora una volta superlative! L’ultimo tratto che porta al Paso Virginia sembra un paesaggio lunare: le pendenze non sono difficili e sono giunto così agli 850 metri del Paso Virginia, il punto più alto di tutto il circuito.

Dalla vetta del Paso Virginia la vista è impressionante. Trecento metri più in basso, infatti, vi è la laguna de los Guanacos e, poco più avanti, il canale di Beagle: una bellezza unica! La discesa del Paso Virginia, però, è veramente difficile. Ho trovato praticamente impossibile attraversare una canalina con pendenze al 50% e caratterizzata da roccette scivolose. Sono circa una ventina di metri, che ho attraversato solo grazie all’aiuto dei miei compagni di avventura. Io, molto probabilmente, avrei affrontato direttamente la discesa lungo la ripidissima canalina piuttosto che attraversarla: avevo un blocco mentale che non mi permetteva di percorrere quel pezzo. Superato questo pezzo difficile (quasi impossibile) una discesa ripida ma piacevolmente ghiaiosa mi ha portato alla laguna de los Guanacos.

Il posto perfetto per accamparsi o mangiare qualcosa si trova alla fine della laguna.

 

 Trekking Dientes de Navarino: giorno 5

Dalla laguna de los Guanacos (VIDEO) il gioco non è ancora finito. Mancano solo cinque chilometri alla Pesqueria McLay, ma sembrano infiniti. Inizialmente bisogna seguire un piccolo fiumiciattolo, che porta a piccoli laghi creati, ancora una volta, dai castori (sulle mappe appaiono come fiumiciattoli).

Sembrava tutto facile, ma il sentiero ad un certo punto scompare del tutto. Bisogna attraversare un bosco, e con questo intendo passare sopra e sotto alberi caduti, facendo attenzione ai vari rami che si incontrano. Qui è facilissimo perdersi, anche perché effettivamente non esiste un sentiero vero e proprio. In questo tratto è possibile impiegare più di un’ora per percorrere solo un chilometro.

Ad un certo punto, finalmente è possibile vedere il canale di Beagle: qui è anche possibile trovare segnale telefonico, e così organizzare il ritorno con il transfer (consiglio vivamente di organizzare con Hostal Caleta Union o Camping El Padrino). Ho dunque completato il trekking Dientes de Navarino, con grande fatica e immensa soddisfazione. Un pinguino Adelaida, incontrato per caso presso la Pesqueria McLay, ha salutato la fine dell’impresa!

Ecco la traccia dei 15 chilometri dell’ultima tappa, che unisce questi due giorni.

 

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INFORMAZIONI UTILI SUL TREKKING DIENTES DE NAVARINO

 

  • Il trekking Dientes de Navarino è bellissimo ma molto difficile. Oltre alle oggettive difficoltà descritte, bisogna calcolare il meteo: è possibile trovare neve già ai 200 metri di altitudine anche d’estate. I mesi migliori per effettuare questo trekking sono gennaio e febbraio.

 

  • Bisogna registrarsi presso i Carabineros. Consiglio vivamente di chiedere loro i dati di chi parte, in modo tale da poter formare un gruppo. Al ritorno del trekking bisogna presentarsi di nuovo dai Carabineros per dire che si è tornati sani e salvi.

 

  • Ho incontrato tempo eccellente, con pochissima pioggia. Servono comunque indumenti tecnici e impermeabili e scarpe/scarponcini goretex. Di notte ho sofferto il freddo con un sacco a pelo 0 – 5 gradi: consiglio un -10 gradi. Di giorno ho camminato con una maglia termica a maniche lunghe: spesso, però, aggiungevo un secondo strato (temperatura trovata a fine gennaio: circa 10 gradi). Potrebbe essere utile portare una copertura per le tibie, in quanto alcuni tratti sono molto fangosi.

 

  • Lungo il circuito de los dientes de Navarino si trova facilmente acqua potabile. Bisogna, però, prestare attenzione a eventuali castoreras: l’acqua di questi bacini non è potabile.

 

  • Non vi è mai segnale telefonico. Consiglio dunque di scaricare le mappe con Maps.me o Komoot. Vi è anche la possibilità di noleggiare un GPS presso un piccolo negozio outdoor a Puerto Williams, al lato delle poste. Vi sono 38 segnali lungo tutto il circuito, a cui bisogna aggiungere vari omini di pietra. Nonostante questo, è facilissimo non trovare il percorso.

 

  • Puerto Williams si trova a sud di Ushuaia, Argentina, ed è raggiungibile in due modi. La cittadina, infatti, è collegata con Punta Arenas con un aereo (che ricorda la catapecchia di Fantozzi in Pappa e Ciccia) oppure con un traghetto (viaggio di trenta ore). Il viaggio in traghetto più bello è quello da Punta Arenas a Puerto Williams: al contrario, infatti, non è possibile ammirare i ghiacciai della Terra del Fuoco in quanto il traghetto passa di notte. Il costo dell’aereo (compagna DAP) è di circa 100 dollari, mentre il traghetto (compagnia TABSA) costa 140 (inclusi colazione, pranzo e cena).

 

  • Consiglio vivamente di leggere attentamente il meteo. Il Paso Virginia con maltempo potrebbe essere impossibile da affrontare.

 

  • Lungo il circuito de los Dientes de Navarino non si trova nulla. Vi è l’obbligo, ovvio ma da ripetere sempre, di riportare tutta l’immondizia a Puerto Williams.

 

  • Per me la difficoltà dei cinque giorni è stata questa: primo mediamente difficile, secondo mediamente difficile, terzo quasi facile, quarto difficilissimo, quinto molto difficile.

 

  • Puerto Williams è un paese caratteristico. Ho dormito a Hostal Caleta Union e mi sono trovato bene. Ho mangiato molto bene a Warum, Dientes de Navarino e Resto del Sur. La perla di Puerto Williams è che vi è una birreria: cerveceria Subantarctica, spettacolare! L’ultima domenica del mese è possibile visitare il piccolo paese di pescatori di Puerto Toro: consiglio di prenotare via Hostal Caleta Union o Camping El Padrino il viaggio, gratuito, in barca.

 

  • Presso Puerto Williams vi sono vari supermercati dove è possibile trovare il cibo necessario per i giorni del trekking. Io ho scelto di portare zuppe, salami e pasta facile da cucinare a bagnomaria. Consiglio di portare almeno due gas in quanto con le temperature basse il consumo è particolarmente alto.

 

  • Il circuito Dientes de Navarino è lungo circa 45 chilometri. Sembra una distanza corta, ma il terreno, il percorso, le discese rendono il percorso molto difficile. In totale ho incontrato circa una decina di persone: il più veloce ha impiegato due giorni (complimenti a lui!). Ho incontrato anche una famiglia francese, con figlia di nove anni: tanta stima anche per loro! Personalmente credo che quattro o cinque giorni siano il giusto periodo di tempo.

 

  • Consiglio dunque Dientes de Navarino? Sostanzialmente sì! Andare in gruppo mi ha aiutato parecchio e ho potuto apprezzare paesaggi spettacolari!
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Andrea, un viaggiatore da lungo tempo con una grande passione per trekking, bici e diving! Su travelsbeer.com potrete trovare tutte le informazioni e gli itinerari di viaggio scritti da Andrea: cinque continenti e tante vette conquistate intorno al mondo!

Comments:

  • Roberto

    5 Febbraio, 2024

    Muy bueno y detallado tu post Andrea! Me hizo recordar mucho la ruta, y el vertigo q senti tambien jaja. Yo llegue entre los primeros al paso virginia y baje ultimo porque tambien me bloquee y encima teniamos un pesimo dia con viento auper fuerte y lluvia asi que te imaginaras que cruzar la meseta final fue una cosa a ciegas y a puro gps

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