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La scalata al Monte Bianco: la cima d’Italia!

La scalata al Monte Bianco: la cima d’Italia!

La scalata al Monte Bianco è da sempre un sogno per tutti gli amanti della montagna.

La prima scalata risale addirittura all’8 agosto 1786: due giovani ragazzi di Chamonix (Balmat e Piccard) raggiunsero la cima dopo aver raccolto il guanto di sfida (e il premio per la scalata) dello scienziato De Saussure. Balmat e Piccard impiegarono circa 14 ore per raggiungere la vetta, e rimasero in cima circa mezzora.

Sicuramente la salita ora è decisamente più semplice di oltre 200 anni fa, ma rimane comunque una sfida importante.

Per raggiungere la vetta del Monte Bianco ci sono sostanzialmente due vie: quella italiana e quella francese. La via italiana è più lunga e leggermente più difficile rispetto a quella francese: la partenza è dalla val Veny (vicino a Courmayeur) e l’appoggio è dato dal rifugio Gonella. La via normale francese inizia da les Houches, non lontano da Chamonix: dal lato francese ci sono due appoggi, ossia il Tete Rousse e il Gouter.

Ho prenotato l’ascesa circa un mese prima della data prescelta: la guida la conoscevo già, in quanto con lui ero salito sul Capanna Margherita, sul Monte Rosa. Inizialmente avevamo previsto di salire dal Gonella e scendere dal Gouter: il Gonella però è molto piccolo ed era completamente prenotato. Quindi, eccomi qui a raccontare la scalata del Monte Bianco dal versante francese.

 

  Les Houches – Nide d’Aigle – Tete Rousse

La scalata al Monte Bianco dal lato francese iniziata dalla località Les Houches, che si trova vicino a Chamonix. Da Les Houches si prende una funivia che porta a Bellevue, che è una località del famoso Tour de Mont Blanc. A Bellevue c’è un barettino dove è possibile fare colazione o pranzare prima di intraprendere il cammino. Da Bellevue bisogna prendere un trenino che porta a Nide d’Aigle: mentre la funivia passa ogni cinque minuti, il trenino ha degli orari prestabiliti (quelli comodi sono alle 10.20 e alle 11.25).

Il trenino è molto panoramico, e raggiunge Nide d’Aigle in circa venti minuti coprendo un dislivello di circa 500 metri. Una volta arrivati a Nide d’Aigle inizia effettivamente la scalata al Monte Bianco.

Per andare da Nide d’Aigle a Tete Rousse bisogna coprire circa 750 metri di dislivello: il sentiero è sempre ben segnalato, mai difficile (solo gli ultimi 150 metri di salita sono leggermente più ripidi) ed è possibile ammirare la vallata e la bella Aiguille du Midi. Ho impiegato un’ora e mezza per passare dai 2380 metri di Nide d’Aigle ai 3100 di Tete Rousse: in realtà non si passa esattamente per il rifugio, ma si passa per una piccola casetta dove viene verificata la prenotazione notturna al rifugio Gouter. Il rifugio Tete Rousse è comunque ben visibile sulla sinistra, a circa cinque minuti di cammino.

 

 

Tete Rousse – Gouter

Dalla piccola casetta dove viene verificata la prenotazione è ben visibile come prosegue la scalata. Infatti, dai 3100 metri del Tete Rousse è possibile vedere il canale Gouter e, in cima a questo, i due rifugi Gouter, il vecchio ed il nuovo (costruito nel 2013). E’ anche possibile vedere la parte oggettivamente più complicata di tutta la scalata, ossia l’attraversamento del colouir du Gouter. Purtroppo, infatti, questo canale viene detto ‘canale della morte’ a causa dei circa 150 morti negli ultimi venti anni.

Ma in cosa consiste esattamente questo tratto? Bisogna attraversare il canale, che spesso scarica pietre: queste possono scendere a grande velocità e colpire gli scalatori. L’attraversamento dura ben poco, circa due minuti: ammetto che sono 120 secondi di panico, dove non bisogna guardare in alto ma bensì dove si mettono gli scarponi.

L’attraversamento del canale si trova a circa 3300 metri di altitudine. Dopo questo momento di panico, continua il momento di alta tensione: infatti, per arrivare al Refuge du Gouter bisogna letteralmente arrampicarsi per circa 70 minuti. I passaggi sono considerati poco difficili: sinceramente, alcune parti di primo e secondo grado le ho trovate un po’ complicate.

Siamo arrivati così al Refuge du Gouter, collocato a 3840 metri di altitudine. Per coprire i 1450 metri di altitudine che separano Nide d’Aigle dal Refuge du Gouter ci abbiamo impiegato quattro ore. Il Refuge du Gouter è gigantesco e può ospitare circa 130 persone: bisogna comunque prenotare in largo anticipo! La mezza pensione al Rifugio costa 110 euro e sinceramente la cena è ben lontana dall’essere di sufficiente qualità.

Prima di vedere il tramonto abbiamo chiesto che la colazione ci fosse servita alle 2 del mattino.

 

 

Gouter – Cima del Monte Bianco – Gouter

Siamo andati a dormire verso le 21.30, subito dopo aver visto un tramonto veramente spettacolare!

Dormire a 3840 metri non è piacevole, ancor meno quando hai la sveglia puntata all’1.30! Dopo aver fatto colazione abbiamo preparato zaino, ramponi e corda e alle 2.45 siamo usciti dal rifugio.

Dopo circa mezzora di cammino la guida ha affermato: non stiamo camminando nella nebbia, ma nelle nuvole! Sentire queste parole mentre camminavamo nel freddo della notte non è stato piacevolissimo, anche se mi hanno invogliato a camminare velocemente: la prima parte, che porta fino al bivacco Vallot (situato a 4350 metri, utilizzabile solo per emergenze) non è difficile e non è mai esposta. Dopo circa 50 metri di discesa bisogna superare la Grande e la Petite Bosse: alcuni tratti sono ripidi ed esposti (non ho potuto verificare l’esposizione a causa del tempo!).

Ad un certo punto la guida mi ha chiesto: ‘A quanti metri siamo secondo il tuo Garmin?’ ‘4790’ ‘E’ sbagliato di venti metri, siamo in cima, complimenti!’  In quel momento ero veramente soddisfatto: eravamo gli unici sulla vetta del Monte Bianco! Per arrivare ai 4810 metri del Bianco abbiamo avuto bisogno di solo due ore e mezzo: erano infatti le 5.20 del mattino. Purtroppo però non ho potuto apprezzare il panorama a causa del clima, sempre pessimo. Abbiamo provato ad aspettare circa dieci minuti, ma le nuvole non si spostavano: il freddo e la barba congelata ci consigliarono di iniziare a scendere.

Bisognava quindi scendere i 1000 metri di dislivello appena conquistati: come detto prima, la discesa mi è sembrata abbastanza facile anche per via delle nuvole, che mi nascondevano i tratti più esposti. Siamo arrivati al Refuge du Gouter alle 7.30 circa: la discesa è durata circa due ore.

Al Refuge du Gouter ci siamo innanzitutto scaldati (la mia barba era totalmente gelata!) e abbiamo fatto una seconda colazione.

 

 

Gouter – Nide d’Aigle – Les Houches

Al rifugio ho visto gli orari del trenino che collega Nide d’Aigle a Bellevue: 11.45, 12.25, 13.35, 14.45. La guida puntava a prendere l’11.45, ma non aveva fatto i calcoli con le mie incapacità tecniche e la stanchezza. Le difficoltà tecniche si sono viste scendendo fino a Tete Rousse: alcuni tratti mi hanno messo veramente in difficoltà ed ammetto di aver sudato come poche volte in vita mia! Per arrivare a Tete Rousse da Gouter ci abbiamo impiegato un’ora e quaranta minuti: la discesa è stata veramente faticosa e riattraversare il Couloir du Gouter è stato di nuovo poco piacevole.

Sono così arrivato al Tete Rousse dilaniato. Ho cercato di salvare le ultime energie per gli ultimi 750 metri di discesa che si è rivelata facile, ma che con le gambe a pezzi è stata comunque faticosa. Alcuni stambecchi mi hanno tenuto compagnia nella parte finale della discesa e la stazione Nide d’Aigle è stata quasi una visione mistica!

Siamo arrivati alla stazione alle 12.10, quindi in tempo per il trenino delle 12.25: da Tete Rousse a Nide d’Aigle ho impiegato un’ora e mezza, lo stesso tempo dell’andata (questo dato dice tutto sulla stanchezza!)

Dopo aver preso la funivia da Bellevue l’ascesa al Monte Bianco si poteva definire ufficialmente terminata! Come spesso mi capita di dire: stanchezza e soddisfazione sono andate di pari passo!

 

 

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INFORMAZIONI SULLA SCALATA AL MONTE BIANCO

  • Ho fatto questa scalata con Gabriele, una guida di Gressoney: il costo è di circa 1100 euro.

 

  • Al costo della guida bisogna aggiungere i costi del rifugio, seggiovia, trenino: sono circa 300 euro da calcolare.

 

  • Difficoltà tecniche: tutto il tratto da Tete Rousse a Gouter è abbastanza complicato, visto che implica passaggi di primo e secondo grado. Per chi ha buone capacità tecniche non è nulla di complicato, chi come me è più impedito va in difficoltà. Si va in cordata da Tete Rousse alla cima (e ritorno).

 

  • Difficoltà fisiche: bisogna calcolare i problemi causati dall’altura (4810 metri non sono pochi, dormire a 3840 metri è problematico) e bisogna essere allenati. Le guide di Chamonix usano delle tabelle minime: se non si sta dentro nei tempi la scalata finisce (ad esempio Refuge du Gouter – Bivacco Vallot in due ore massimo, io ho impiegato 75 minuti). E’ consigliabile fare qualche altra camminata su ghiacciaio prima di intraprendere questa missione.

 

  • Lunghezza 19 km, dislivello totale 2450 metri.

 

  • La via normale francese è più facile rispetto a quella italiana, che è più lunga e leggermente più difficile tecnicamente: spesso chi sale dal versante italiano (Gonella) scende dal versante francese perché è più corto.

 

  • La stagione buona per scalare va generalmente dal 15 giugno al 15 settembre. Molti scelgono di salire il Monte Bianco in tre giorni/due notti: questo implica dormire la prima notte al Tete Rousse e la seconda al Gouter.

 

  • Ho usato i ramponi per attraversare il Couloir du Gouter e dal Refuge du Gouter alla cima.

 

 

  • A chi consiglio quest’esperienza? A chi ha fiato da vendere, a chi ha dimestichezza con la montagna, a chi ha voglia di investire soldi su se stesso e su un’impresa sportiva. Consiglio comunque di fare qualche altra vetta prima, come la bellissima Capanna Margherita sul Monte Rosa!

 

  • Il Monte Bianco fa parte delle seven summits? Su questo c’è una grande discussione: per alcuni sì, per altri la cima europea è l’Elbrus. Non posso quindi dire con certezza di aver conquistato la seconda delle sette cime 🙂 La prima delle seven summits che ho raggiunto è stata il Kilimanjaro !

 

  • Cosa portare nello zaino per fare la scalata al Monte Bianco? La mia guida mi ha definito ‘minimalista’: ho portato uno zaino da circa 30 litri con maglia manica lunga di merinos, maglietta tecnica per il primo giorno, felpino, giacca a vento, guanti da sci, cappello da sci, scaldacollo (due, uno per il collo e uno usato sotto il cappello), occhiali da sole, bastoncini da trekking. La guida mi ha portato ramponi, imbrago e casco.

 

 

 

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Non si può dire che amo viaggiare, sarebbe riduttivo, preferisco dire che la mia vita è viaggiare. Spero solo che quando finisco di visitare ogni angolo del nostro bellissimo pianeta Elon Musk e il suo SpaceX siano pronti a farmi esplorare anche altri pianeti :P

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