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Annapurna Circuit: un trekking di 17 giorni in Nepal

Annapurna Circuit: un trekking di 17 giorni in Nepal

L’Annapurna Circuit è stato il mio vero e proprio lungo trekking: prima di allora avevo al massimo camminato quattro giorni consecutivamente.

Prima di intraprendere questo cammino ero abbastanza dubbioso, visto che non avevo idea di come il mio corpo avrebbe reagito a tanto sforzo. Fortunatamente, alcuni mesi prima ho ospitato via Couchsurfing Viktoria (e sua sorella Sara) che ha fatto questo trekking. Viktoria è stata veramente fondamentale per saper come organizzare un trekking in Nepal. Mi ha fatto capire che è davvero possibile partire da solo, dal momento che è molto facile incontrare molte persone lungo la strada. Rimanendo comunque ancora un po’ dubbioso ho deciso comunque di intraprendere questo trekking con altri due compagni ed una guida, trovati su trekkingpartners.com : grazie a questo sito ho così trovato una guida, condivisa con Jeff e David.

Ci siamo incontrati tutti a Kathmandu e poi siamo partiti per Besi Sahar in autobus: dopo circa 9 ore di bus abbiamo iniziato la camminata.

(Tutte le tracce delle giornate di trekking si possono trovare a partire da qui, sul sito Garmin Connect)

 Giorno 1 – 4 trekking Annapurna Circuit: da Besi Sahar a Chame 

I primi 4 giorni di trekking, che portano da Besi Sahar fino a Chame, sono caratterizzati da lunghe, ma facili, giornate di cammino. Inizialmente si cammina su una larga strada, costruita dai cinesi per facilitare le attività idroelettriche. In seguito si passa su sentieri che portano a meravigliose risaie, con cascate a tratti veramente impetuose ed il primo 8000, il Makalu. Anche i paesini sono molto belli da vedere: Tal e Chame sono quelli che mi sono piaciuti di più. Questo aspetto di vita paesana è una grande differenza rispetto alla zona dell’Everest: qui c’è molta più vita ed i paesini sono molto più interessanti.

 Giorno 5 – 7 trekking Annapurna Circuit: da Chame a Manang

Dal giorno 5, la strada inizia ad inerpicarsi.

Il quinto giorno, appena prima di entrare a Pisang, ho chiesto a Raj (la guida) lumi su un animale che pascolava tranquillo: avevo appena visto uno yak, che da lì in poi avrebbe fatto sempre la comparsa nei menù locali.

Una volta raggiunta Pisang ho deciso di fare una deviazione da solo via Upper Pisang, dove ho incontrato altri due trekkers (James e Alex). Da Ghyaru (3700 metri)  si apre una fantastica vista sugli Annapurnas: da lì in poi è una lunga e meravigliosa discesa verso la vallata che porta a Manang.

Il sesto giorno è dedicato all’acclimatamento: infatti è consigliato di fermarsi due notti a Manang (3600 metri) per abituarsi all’altura. I e Alex abbiamo deciso di visitare Ice Lake (che si trova a 4600metri) e abbiamo parlato in italiano visto che i suoi nonni hanno origini italiane. Questa sgambata è stata decisamente utile, fisicamente e anche mentalmente visto che non abbiamo fatto fatica a percorrere questi mille metri di dislivello.

Il gruppo, inizialmente composto da quattro persone, è diventato presto enorme, visto che sulla strada abbiamo incontrato Jonny e Ben, Agnes, Virginia, Sergi, Sam, Ashtyn e molti altri. Il suggerimento di Viktoria, che disse che una guida non fosse necessaria, era assolutamente vero.

 Giorno 8-9 trekking Annapurna Circuit: da Manang a Thorong Pedi

Il giorno 8 e 9 sono i giorni che portano alla base del Thorong La Pass, e qui la sensazione di essere in alta montagna ha iniziato ad essere davvero netta. Abbiamo dormito a Thorong Pedi ad un’altitudine di 4500 metri, dove ho conosciuto i primi italiani (i folli ma grandi Paolo e Cristiano stavano percorrendo l’Annapurna Circuit in bici!).

 Giorno 10 trekking Annapurna Circuit: Thorong La Pass

Il decimo giorno è stato quello dedicato al passo. I primi 45 minuti portano dai 4500 metri di Thorong Pedi ai 4850 metri dell’ultimo Base Camp. Da qui in poi la salita si fa più soft: mi sono sentito sempre molto bene, tranne gli ultimi 200 metri in cui ho leggermente sofferto l’altitudine.

Thorong La Pass era dunque raggiunto! Il panorama da 5416 metri era meraviglioso, e la soddisfazione anche: avevo raggiunto il punto più alto dell’Annapurna Circuit!

Ora però toccava scendere fino ai 3700 metri di Muktinath. Ricordo ancora oggi che ho sofferto molto questa lunga, a tratti ripida, discesa: le prime birre dopo 10 giorni di cammino al Bob Marley’s Hostel sono state un giusto premio!

 Giorno 11-15 trekking Annapurna Circuit: da Muktinath a Tatopani

I giorni 11-15 portano dai 3700 metri di Muktinath ai 1500 metri di Tatopani.

Da Muktinath si raggiunge, attraverso un paesaggio desertico, Kagbeni. Questa è una città medievale, nonchè porta d’ingresso al mitico Mustang: merita decisamente una visita!

Meritano anche una visita le scuole Montessori: è decisamente interessare la vita e gli insegnamenti a queste altitudini. La parte che porta da Kagbeni a Marpha è stata personalmente una sofferenza, a causa di qualche linea di febbre: in particolare la zona attorno a Jomsom è una lunghissima pietraia a tratti scomoda. Una volta arrivati a Marpha, io e Jeff abbiamo capito che le mele tipiche dell’Annapurna sono utili non solo per le torte ma soprattutto per il brandy.

Dopo Marpha siamo tornati in un paesaggio più alpino, per arrivare finalmente a Tatopani. Qui ho festeggiato il mio 31° compleanno con gran parte dei compagni di avventura e devo ammettere che il brandy mi ha decisamente steso!

 Giorno 16-17 trekking Annapurna Circuit: da Tatopani a Nayapul via Poon Hill 

Nonostante la grande sbornia, Poon Hill mi stava chiamando. L’ultima salita (di circa 2000 metri, visto che Poon Hill si trova a 3200m) è stata ampiamente ripagata con una fantastica vista sugli Annapurnas in una delle mie migliori albe della mia vita. Da lì in poi è stata una lunga discesa vittoriosa fino a Naya Pul: da qui si prende un autobus che porta a Pokhara.

Dopo aver salutato la guida, che comunque a volte è stata abbastanza utile (memorabile il video con i nomi delle montagne a Poon Hill), a Pokhara ci siamo incontrati di nuovo con gli altri trekker, festeggiando con tante meritate birre la fine dell’Annapurna Circuit!

 

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INFORMAZIONI UTILI SULL’ANNAPURNA CIRCUIT: DIFFICOLTA’ E ORGANIZZAZIONE

  • Quanto è difficile l’Annapurna Circuit? Questo circuito non è affatto difficile (non presenta nessuna difficoltà tecnica); in compenso non bisogna assolutamente sottostimare la sua lunghezza (17 giorni più o meno) ed il fatto che si raggiungono i 5416 metri del Thorong La Pass.

 

  • Come si organizza l’Annapurna Circuit? Questa è, a sorpresa, la domanda più facile. Dico ‘a sorpresa’ perché anche io non sapevo cosa aspettarmi: l’aiuto della mia amica Viktoria, che mi ha detto più volte ‘vai tranquillo e non farti problemi’ è la giusta sintesi. Sostanzialmente, non servono né guide né porter per questo circuito: basta solo organizzarsi con lo zaino. Non bisogna prenotare nulla: ci sono tante guesthouse e, rispetto alla zona Everest ci sono tanti paeselli. Una volta arrivati a Kathmandu bisogna solo prenotare un autobus che porta a Besi Sahar: questo autobus impiega circa 8 ore (si può dormire a Besi Sahar oppure camminare circa due ore).

 

  • Quale trekking scegliere tra Annapurna Circuit ed Everest Base Camp? Se dovessi scegliere tra questo e il campo base dell’Everest, forse sceglierei questo trekking visto che l’EBC è un andata&ritorno e non un giro completo. Invece, la scelta diventa decisamente difficile se dovessi scegliere tra Annapurna Circuit ed Everest Three Passes: infatti, anche Everest Three Passes è un giro completo (gli scorci di alta montagna sono forse più belli nella zona Everest, mentre l’Annapurna offre un bello spaccato di vita nepalese).

INFORMAZIONI UTILI SULL’ANNAPURNA CIRCUIT: LO ZAINO, ELETTRICITA’ E PUNTI PIU’ BELLI

  • Cosa bisogna portare nell’Annapurna Circuit? Lo zaino deve essere il più leggero possibile. Generalmente per un trekking del genere può bastare anche uno zaino da 40 litri, di circa 10-12 chili. Io ho portato 4 mutande, 4 calze merinos, 4 magliette tecniche (stile ‘maratona’), 4 maglie a manica lunga (preferibilmente in lana merinos, tiene meglio il caldo), scarponi da alta montagna, un pantaloncino corto, un pantalone da alta montagna, una felpa, un pile, una giacchetta per il vento, una giacca a vento, guanti, occhiali da sole, cappello e scaldacollo.

 

  • Non serve portare cibo, in quanto si trovano tanti paesi mentre si cammina. L’acqua è un altro capitolo: ecologicamente sarebbe meglio portare tavolette che depurano l’acqua, che non è mai potabile. Non serve la tenda: ci sono sempre guesthouse e la cena viene servita all’interno degli stessi (di notte può fare parecchio freddo e per quello consiglio di portare almeno una felpa e un pile).

 

  • Per quanto riguarda l’altitudine, potrebbe essere utile un diamox: io non l’ho mai portato con me e mi sono affidato sempre alle leggi di alta montagna ‘dormire al massimo 400 metri più in alto rispetto alla notte prima’, ‘bere tanto’ e giorno di riposo a Manang (settimo giorno: sono salito ad Ice Lake, a 4600 metri, e sono sceso a dormire a Manang).

 

  • Si trova elettricità nell’Annapurna Circuit? Sì, ma a quote più alte è a pagamento: consiglio una powerbank solare e una powerbank normale. Il wifi funziona quasi sempre (solo nelle due giornate prima di Thorong La non ho avuto connessione).

I PUNTI PIU’ BELLI DEL CIRCUITO DELL’ANNAPURNA

Quali sono i punti più belli dell’Annapurna Circuit? Questo trekking ha punti panoramici meravigliosi, Upper Pisang e Poon Hill su tutti, Thorong La subito alle spalle. Vorrei tornare per andare al Tilicho Lake.

I NUMERI

17 giorni
281 km percorsi
13700 metri di dislivello
4 giorni senza doccia
1 giorno di riposo (Ice Lake)
5416 metri di Thorong La Pass, il punto più alto
3 gli 8000m possibili da vedere (Annapurna, Dhaulagiri, Manaslu)
9 giorni senza bere alcolici
1 giorno alle terme
1 sbornia (lo stesso giorno della giornata termale, il mio compleanno, al quindicesimo giorno di trekking, quando l’altitudine era bassa ovviamente)
Infinito, il mio amore per Marpha Brandy Apple
1 giorno che mi sono sentito male

 

….quanto lo consiglio? Tantissimo!

 

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Non si può dire che amo viaggiare, sarebbe riduttivo, preferisco dire che la mia vita è viaggiare. Spero solo che quando finisco di visitare ogni angolo del nostro bellissimo pianeta Elon Musk e il suo SpaceX siano pronti a farmi esplorare anche altri pianeti :P

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