POTOSì
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- 1. POTOSì
- 1.1. La casa de la moneda: storia di Potosì
- 1.2. Cosa vedere a Potosì: Plaza X Noviembre e Plaza VI de Agosto
- 1.3. Chiesa di San Francisco, con viste impressionanti
- 1.4. Chiesa di Santa Teresa: visita al monastero
- 1.5. Cosa vedere a Potosì: vista dalla torre della Compagnia di Gesù e arco de Cobija
- 1.6. Mappa di cosa vedere a Potosì
- 1.7. Le miniere di Potosì
- 1.8. LA STORIA DI POTOSì
- 1.9. OLTRE A COSA VEDERE A POTOSì POTREBBERO INTERESSARTI ….
- 1.10. FAQ SU COSA VEDERE A POTOSì
Potosì è uno dei luoghi che non può lasciare indifferenti: questo post è dedicato a cosa vedere a Potosì, una delle città più importanti a livello storico di tutto il Sudamerica, per non dire di tutto il mondo.
Potosì è una città particolarissima: 175mila persone vivono a 4.050 metri, una delle più alte città al mondo. Il centro storico di Potosì è un vero e proprio gioiello, ma Potosì è conosciuta in particolar modo per il suo Cerro Rico, ossia il luogo dove veniva estratto l’argento durante il periodo coloniale. Nell’elenco di cosa vedere a Potosì l’argento, dunque, la fa da padrone nel bene e, soprattutto, nel male. In fondo all’articolo lascio un paragrafo che racconta la storia di Potosì, che merita sicuramente un approfondimento.
Sicuramente Potosì fa parte dell’elenco di cosa vedere in Bolivia!
La casa de la moneda: storia di Potosì
Nel centro storico di Potosì la prima cosa da vedere è sicuramente la Casa de la Moneda. Questo museo racconta la storia delle miniere di argento di Potosì. Oltre ai cimeli storici, è molto interessante conoscere gli atti che raccontano la schiavitù durante l’epoca coloniale. Il nome dell’edificio deriva dal fatto che esattamente qui venivano coniate le monete di argento, con dei macchinari che si possono ammirare tuttora. La visita alla Casa de la Moneda dura circa due ore: l’ingresso è a pagamento e la visita guidata è gratuita.
Cosa vedere a Potosì: Plaza X Noviembre e Plaza VI de Agosto
Nei pressi della Casa de la Moneda vi sono due piazze bellissime: Plaza X Noviembre e Plaza VI de Agosto. Nella Plaza X Noviembre vi sono la Cattedrale e l’antica casa de la moneda, mentre Plaza VI de Agosto è caratterizzata da splendidi archi. Le due piazze sono comunicanti e sono il centro vero e proprio della vita di Potosì.
Chiesa di San Francisco, con viste impressionanti
La chiesa di San Francisco fa parte senza dubbio dell’elenco di cosa vedere a Potosì. Questo monastero francescano è visitabile solo con una guida, che racconta la storia della chiesa, costruita inizialmente nel XVI secolo e ricostruita nel XIII secolo. La visita al convento di San Francisco dura circa un’ora: oltre alla chiesa è possibile ammirare la cripta, dove è possibile osservare le ossa di alcuni monaci, uno splendido patio e, soprattutto, è possibile salire sul tetto della chiesa da dove è possibile apprezzare il centro storico di Potosì e il Cerro Rico, svettante in tutta la sua imponenza.
Secondo me, la Chiesa di San Francisco è uno dei luoghi più belli di Potosì!
Chiesa di Santa Teresa: visita al monastero
Un altro monastero che merita di essere visitato è quello di Santa Teresa. Anche in questo caso è possibile visitare il convento solo con una visita guidata, che dura circa un’ora. Visitando Santa Teresa è possibile conoscere la dura vita delle monache, contraddistinta da castità e lunghi silenzi. La visita guidata è decisamente molto interessante, in quanto è possibile ammirare la chiesa, il patio, oggetti religiosi e conoscere approfonditamente la vita delle religiose.
Cosa vedere a Potosì: vista dalla torre della Compagnia di Gesù e arco de Cobija
Oltre al punto panoramico di San Francisco vi è un altro luogo dove è possibile ammirare il centro storico di Potosì e il Cerro Rico: la torre della Compagnia di Gesù. Tutto sommato, preferisco il punto panoramico di San Francisco; in compenso, la visita della torre della Compagnia di Gesù dura il tempo di una foto, ossia dieci minuti scarsi.
Nei pressi della torre vi è l’arco de Cobija, che offre una splendida possibilità di scattare una foto particolare e caratteristica al Cerro Rico. Quest’arco divideva la ricca zona spagnola dalla poverissima zona indigena. A breve descriverò più approfonditamente queste differenze.
Mappa di cosa vedere a Potosì
Prima di descrivere l’esperienza alle miniere di Potosì lascio una mappa con l’elenco di cosa vedere a Potosì.
Le miniere di Potosì
La visita alle miniere del Cerro Rico è sicuramente una delle esperienze più incredibili mai fatte in viaggio. Ho visitato Potosì nel 2013 e nel 2025: dopo 12 anni ho confermato la stessa sensazione. Vi sono vari modi per visitare le miniere: io ho scelto sempre quella non adatta a chi soffre di claustrofobia. L’escursione a cui ho partecipato (che mi ha permesso di visitare le miniere Candelaria e Rosario), in totale, dura circa tre ore e mezza.
Dal centro di Potosì si sale verso le miniere. Dopo circa venti minuti ci si cambia i vestiti e ci si ferma inizialmente a fare degli acquisti utili ai minatori: alcol, accendini, succhi, sigarette, cibo, foglie di coca eccetera. Dopo ulteriori dieci minuti si entra nel primo settore delle miniere: il buio, la sensazione di mancanza di aria, i tunnel bassi e melmosi, osservare il lavoro duro dei minatori rendono molto difficile l’escursione. Spesso si sente la dinamite. Non mancano i tio degli inferi, statuette che rappresentano gli dei delle miniere. Capita molte volte di strisciare, perché l’altezza dei tunnel è bassissima.
Generalmente l’escursione più lunga permette di vedere due differenti zone delle miniere: in totale si resta sottoterra per circa un’ora e mezza. In entrambe le occasioni sono rimasto sconvolto dal durissimo lavoro dei minatori, che possono spingere carrelli pesanti anche una tonnellata. Posso tranquillamente dire che l’esperienza è traumatica, sconvolgente e, allo stesso tempo, interessante e molto utile per capire la fortuna di non nascere nelle zone più povere al mondo.
Il tour delle miniere è prenotabile qui.
LA STORIA DI POTOSì
Sfrutto l’ultima frase scritta. Potosì era ben lontana dall’essere una delle zone più povere al mondo. Potosì, infatti, veniva denominata l’eldorado: durante l’epoca coloniale si usava molto l’espressione ‘Vale un Potosì’ per descrivere una cosa di grande valore. Potosì venne fondata nel 1545 a due passi dalle miniere di argento. All’inizio gli spagnoli schiavizzarono i locali, poi inventarono la triangolizzazione: le navi partivano vuote dall’Europa, caricavano gli schiavi in Africa che venivano scaricati in Sudamerica e tornavano cariche di argento in Europa.
Potosì è stata per circa tre secoli l’icona delle disuguaglianze. Infatti, i coloni si arricchivano in una maniera impressionante, mentre milioni di locali e africani morivano schiavizzati. Quando dico milioni di persone non sto esagerando: si calcola che ben otto milioni di persone hanno perso la vita ai 4.500 metri di quota del Cerro Rico, lavorando in condizioni infime.
La visita alle miniere del Cerro Rico mi ha permesso di capire, seppur in minima parte, le durissime condizioni di lavoro: per me è stato difficile restare un’ora e mezza nelle miniere, e quando ho visto la luce del sole è stato un sollievo. Tuttora le miniere di Potosi sono funzionanti, ma la quantità di argento da estrarre è ormai minima.
Una stima della quantità di argento estratta a Potosì viene data da questa frase: la quantità di argento sarebbe stata sufficiente per costruire un ponte capace di collegare il Sudamerica all’Europa.
OLTRE A COSA VEDERE A POTOSì POTREBBERO INTERESSARTI ….
FAQ SU COSA VEDERE A POTOSì
- Quanti giorni merita Potosì? Secondo me, la visita di Potosì merita almeno un giorno e mezzo di visita: un giorno dedicato al centro storico, una mezza giornata dedicata alla visita delle miniere.
- Quando è meglio visitare Potosì? Il periodo migliore per visitare Potosì va da maggio ad ottobre, ossia nella stagione secca. A 4.050 metri di quota, però, di notte fa parecchio freddo, con temperature che possono scendere sottozero. Da novembre ad aprile è possibile trovare degli acquazzoni, che comunque non pregiudicano particolarmente la visita di Potosì.
- A quanti metri di quota si trova Potosì? L’altitudine di Potosì raggiunge i 4050 metri di quota. L’altitudine potrebbe fare brutti scherzi. Per prevenire o curare i sintomi di mal di altitudine (nausea, stanchezza, mancanza di appetito) vi sono tre metodi: prendere un diuretico (come il diamox), utilizzare i metodi locali (mate di coca, ossia tè con foglie di coca) oppure scendere di quota. Io ho puntato sempre al secondo metodo. Consiglio vivamente di visitare prima Sucre e La Paz, in modo tale da abituare il corpo alle alte quote. La Paz, infatti, tocca i 3600 metri di quota (El Alto supera i 4000), mentre Sucre tocca i 2800.
- Cosa si mangia a Potosì? Innanzitutto, si mangia molto bene. Le specialità sono il capretto e la kalapurka, una zuppa ripiena di carne scaldata su pietre ardenti. Consiglio in particolare Tambo Senorial e El Tenedor de Plata. La kalapurka necessita tempo: bisogna aspettare almeno mezzora per mangiare questa delizia.
- Dove bere a Potosì? Vi sono dei pub e delle discoteche meritevoli a Potosì. Ho bevuto bene al Boliche de Alan, alla Casona, a Pub Chivaz e all’Habana (questa è una vera e propria discoteca).
- Dove dormire a Potosì? Ho dormito molto bene a Hostal Los Faroles, a soli 7 minuti dalla piazza principale.
- Come si raggiunge Potosì? Da Potosì è possibile raggiungere Sucre e Uyuni con dei taxi collettivi: il viaggio dura circa tre ore. Inoltre, è possibile raggiungere Tupiza con un bus: il viaggio dura cinque ore.





