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Inca Trail: un trekking di quattro giorni fino a Machu Picchu

Inca Trail: un trekking di quattro giorni fino a Machu Picchu

L’Inca Trail è stato uno sogno divenuto realtà. Infatti ho sempre sognato di visitare Machu Picchu, una fortezza inca costruita nel XV secolo poco prima della conquista spagnola. Si trova ad un’altitudine di 2450 metri ed è stata scoperta solo nel 1911 dall’archelogo Hiram Bingham. E’ il terzo sito archeologico più grande del mondo dopo Pompei ed Ostia Antica e fa parte delle sette meraviglie del mondo.

Ci sono tanti modi per raggiungere Machu Picchu: vista la mia passione per le montagne ho scelto di percorrere l’Inca Trail, che permette di raggiungere il famoso sito archeologico grazie ad una bellissima camminata di 4 giorni e 3 notti.

 Giorno 1 

Nei due giorni di acclimatamento a Cusco ho avuto modo di visitare la città, apprezzarne la sua vita culinaria e notturna. Ho anche potuto conoscere Peru Treks, l’agenzia turistica con la quale ho prenotato il cammino.

Il primo giorno è iniziato alle 5.30 del mattino, ossia quando Perutreks mi è venuta a prendere al mio ostello a Cusco: in totale eravamo in 16 persone. Dopo circa 3 ore di bus (più un’ora di pausa colazione), siamo arrivati al km 82 del trail, dove abbiamo fatto il ‘check-in’, ossia c’è stato il controllo dei nostri documenti. Il km 82 è dunque l’inizio ufficiale dell’Inca Trail. La prima giornata consiste in una semplice passeggiata di 12 km, per lo più pianeggiante a parte una piccola salita nella parte finale: il fiume Vilcanota fa compagnia per buona parte del tragitto, ed è possibile vedere il primo sito archeologico del trekking (Llactapata). Il Camp viene installato in località Wayllabamba, ad un’altitudine di 3000 metri: qui è possibile comprare gli ultimi snack.

 Giorno 2 

Questo è il giorno più difficile del trek: dai 3000m di Wayllabamba si arriva ai 4215m del Dead Woman Pass: le viste da qui sono strepitose. In questa giornata ognuno risponderà a suo modo alla domanda se è difficile l’Inca Trail. Io non ha avuto nessun problema di altitudine ma per molti questa giornata è parecchio complicata. Una discesa di circa 2 ore e mezza porta fino a Pacamayo, per completare così i 12 km giornalieri: il Camp è situato ad un’altitudine di 3600 metri.

 Giorno 3 

La terza giornata dell’Inca Trail è quella più interessante dal punto di vista culturale.

Dopo circa 45 minuti si raggiunge il sito di Runkuracay: queste rovine, di forma rotonda, permettono anche di osservare dall’alto la valle di Pacamayo. Da qui, si sale per 45 minuti fino a raggiungere il secondo passo dell’Inca Trail: Abra de Runkuracay. Il panorama da qui è semplicemente splendido. La discesa dal passo è decisamente interessante: è infatti caratterizzata da dei piccoli scalini e la natura a tratti è molto rigogliosa.

Dopo un’ora di cammino si arriva a Sayacmarca, la città inaccessibile: effettivamente il nome descrive molto bene la posizione remota di questo sito. Da Sayacmarca si sale fino al terzo passo, situato a 3700 metri, da cui è possibile osservare anche il Monte Salkantay. Si arriva molto velocemente a Phuyupatamarca (città tra le nuvole): è bellissimo scendere dall’antica scalinata, che passa attraverso ‘I sei bagni Inca’, probabilmente utilizzati per il rito dell’acqua.

Da Phuyupatamarca si scende, ancora una volta grazie a magnifici scalini (le ginocchia non ringraziano) fino al Camp Wiñay Wayna, posizionato a 2900 metri: con una breve camminata si arriva al sito di Wiñay Wayna (che in Quechua significa ‘sempre giovane’, probabilmente un nome dovuto alle orchidee rosa) che è, a mio parere, il sito più bello del cammino, grazie alla sua magnifica posizione a alla conservazione eccellente.

Questa è la giornata più lunga del cammino: sono 15 i km totali.

 Giorno 4 

Dopo una levataccia alle 3, si raggiunge con soli 5 km la Puerta del Sol: l’alba da qui è qualcosa di unico ed indimenticabile. La discesa fino al ‘centro’ di Machu Picchu è paragonabile al giro d’onore dopo aver vinto una gara olimpica, vista la bellezza del luogo e la soddisfazione di quanto fatto. Qui si partecipa ad una visita guidata del magnifico sito Inca, che coincide con la fine dell’Inca Trail.

C’è anche la possibilità, facoltativa e a pagamento, di salire fino alla cima di Huayna Picchu, la montagna alle spalle di Machu Picchu: questi ultimi 400 metri di salita regalano un’ulteriore panorama di questa città storica incredibile.

Da Machu Picchu si scende con un autobus fino ad Aguas Calientes, da dove si torna in treno a tarda notte a Cusco.

 

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INFORMAZIONI UTILI SULL’INCA TRAIL:

 

PERCORSO E ORGANIZZAZIONE

Questo cammino non è tecnicamente complicato, però non è da sottovalutare sia per l’altitudine massima di 4420 metri sia per il fatto di dormire in un Camp posizionato a 3600 metri.

Come organizzare l’Inca Trail? Bisogna prenotare con largo anticipo (consiglio circa sei mesi prima della data teorica). L’Inca Trail infatti può ospitare al massimo 500 persone al giorno e, nonostante i prezzi elevati (circa 550 $), è spesso tutto esaurito. Per fare l’Inca Trail d’estate bisogna prenotare ad ottobre.

Mi sento di consigliare Peru Treks. Non ho nulla da eccepire su di loro: sono stati bravissimi nello spiegarmi quello che bisogna portare e mi sono sempre trovato bene con i loro pasti e con le loro tende.

  • E’ consigliato riposarsi due giorni a Cusco per acclimatarsi e preparare il fisico alla camminata. Questo consiglio vale soprattutto se, come è stato nel mio caso, è la prima esperienza sopra i 4000 metri.
  • L’Inca Trail è chiuso a febbraio causa piogge
  • Ci sono altre alternative per arrivare a Machu Picchu. Il Salkantay Trail è diventata una famosa opzione, amata soprattutto dai backpackers. Mi sento di consigliare l’Inca Trail a chi non ha problemi di budget, visto che è una bellissima passeggiata nella storia e nella natura.
  • Il cammino è lungo circa 44 km: il dislivello maggiore è nel Giorno 2, quando si scalano circa 1400 metri

 

COSA BISOGNA PORTARE E CUSCO

Cosa bisogna portare all’Inca Trail? Bisogna portare due zaini. Lo zaino più grande viene lasciato ai porter (ossia ai muli) e l’altro più piccolo serve per portare il necessario per la giornata di cammino (acqua, biscotti, pranzo, una felpa/giacca utile in caso di freddo). Ho portato 2 mutande, 2 calze merinos, 2 magliette tecniche (stile ‘maratona’), 2 maglie a manica lunga (preferibilmente in lana merinos, tiene meglio il caldo), scarponi da alta montagna, un pantaloncino corto, un pantalone da alta montagna, una felpa, un pile, una giacchetta per il vento, una giacca a vento, guanti, occhiali da sole, cappello e scaldacollo. Le guide si occupano di tutto ciò che riguarda cibo e acqua.

A Cusco c’è molta scelta, sia alberghiera sia culinaria sia festaiola. Sono stato in due ostelli e meritano entrambi: Pariwana e Milhouse. Anche il Loki è un ostello famoso, soprattutto per il clima festaiolo.

Per mangiare suggerisco innanzitutto il mercato per mangiare qualcosa al volo ed economico, poi Toldos per mangiare pollo e cuj, Kion per mangiare qualcosa di più sofisticato (un raro mix cinese peruviano), Papacho per choripapas (salsiccia e patate) e una vista superba su Plaza de Armas.

Per bere merita una segnalazione il Museo del Pisco.

La nottata di festa inizia al Loki e si continua al Chango e a Mamafrica (preferenza personale per il Chango)

Questo trekking fa parte di un itinerario peruviano meraviglioso!

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Non si può dire che amo viaggiare, sarebbe riduttivo, preferisco dire che la mia vita è viaggiare. Spero solo che quando finisco di visitare ogni angolo del nostro bellissimo pianeta Elon Musk e il suo SpaceX siano pronti a farmi esplorare anche altri pianeti :P

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